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One week studio work in Atelier #01, MACRO
16 - 21 July 2019

> Obsession

Residency at Atelier #01
MACRO Rome, Italy

Catalogue text (in Italian):

Obsession, così ho chiamato il mio atelier. Ossessione dell’umanità, delle vette e degli abissi che comporta, ossessione del modellare volti, corpi, atteggiamenti, espressioni, gesti, stati d’animo; ossessione della creta che modella corpi umani quasi da sola, ossessione dell'afferrare l’impalpabile, ossessione dell’arte.
Avevo in tasca „Psicologia e alchimia“ di C.G. Jung; volevo focalizzare il mio stato d’animo, provare a sentire quelli del pubblico e trasformarli in figurine alte una trentina di centimetri, senza pensare troppo. Volevo dare vita all’inconscio collettivo, per così dire...
All’inizio, per presentarmi, feci un disegno con la scritta „agile fragile“.... Che poi, grazie al gioco di parole di un amico francese, diventò „aRgile fragile“, argilla fragile. Le giornate al MACRO passarono in fretta, io come al solito lavorando fino allo sfinimento, a volte dialogando con il pubblico, sentendomi adosso sguardi incredibilmente gradevoli, ma anche irritanti. L’ultimo giorno, nel fatidico momento (che arriva sempre) in cui ciò che è stato creato vuole essere distrutto, venne una Signora che mi fece innervosire e si ruppero le teste di due figurine già un po’ seccate; maledizione! Avrei voluto lavorarci, con quest’energia malefica, creare qualcosa di diverso, ma non c’era tempo. Così incollai le testine, disposi le sculture a formare una scena teatrale che ricorda un imputato che si difende davanti ad un tribunale (sorprendente) e lasciai tutto a disposizione del pubblico.

Obsession
7 figures, ca. 30 cm, clay, 2019

Photo credit: Monkeys Video Lab

Catalogue text (in Italian):

Obsession, così ho chiamato il mio atelier. Ossessione dell’umanità, delle vette e degli abissi che comporta, ossessione del modellare volti, corpi, atteggiamenti, espressioni, gesti, stati d’animo; ossessione della creta che modella corpi umani quasi da sola, ossessione dell'afferrare l’impalpabile, ossessione dell’arte.
Avevo in tasca „Psicologia e alchimia“ di C.G. Jung; volevo focalizzare il mio stato d’animo, provare a sentire quelli del pubblico e trasformarli in figurine alte una trentina di centimetri, senza pensare troppo. Volevo dare vita all’inconscio collettivo, per così dire...
All’inizio, per presentarmi, feci un disegno con la scritta „agile fragile“.... Che poi, grazie al gioco di parole di un amico francese, diventò „aRgile fragile“, argilla fragile. Le giornate al MACRO passarono in fretta, io come al solito lavorando fino allo sfinimento, a volte dialogando con il pubblico, sentendomi adosso sguardi incredibilmente gradevoli, ma anche irritanti. L’ultimo giorno, nel fatidico momento (che arriva sempre) in cui ciò che è stato creato vuole essere distrutto, venne una Signora che mi fece innervosire e si ruppero le teste di due figurine già un po’ seccate; maledizione! Avrei voluto lavorarci, con quest’energia malefica, creare qualcosa di diverso, ma non c’era tempo. Così incollai le testine, disposi le sculture a formare una scena teatrale che ricorda un imputato che si difende davanti ad un tribunale (sorprendente) e lasciai tutto a disposizione del pubblico.

Obsession
7 figures, ca. 30 cm, clay, 2019

Photo credit: Monkeys Video Lab